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Lo stagno e Montida parte di Cyril Reynaud
 Ad alcune ore di traversata marittima di
Nizza, Toulon o Marsiglia, si trova un piccolo angolo di paradiso, la
Corsica. "l'isola di bellezza" porta bene il suo nome: cela tesori
naturali che lo sviluppo del turismo a a aujourd'oggi ha relativamente
salvato. La Corsica è una montagna che immerge nel mare, è perché i
suoi paesaggi sono così contrastati: percorrete alcuni
chilometri e lascerete la spiaggia per raggiungere la montagna su una
via che si apre un passaggio nel maquis o che attraversa colline e
frutteti. Vie, la Corsica ne è sparsa, e quale migliore mezzo
per scoprire una regione che di randonner di villaggio in piccolo
villaggio, alla riunione di nuove unità e di nuovi visi? Il più famoso di queste vie è senza domanda la GR. 20, che
attraversa l'isola del Nord al Sud, ma è un diverso meno ne eseguito
e molto anche favolosi poiché associante mare e montagna: lo
stagno e Monti.
Lo stagno e Monti, tra mare e montagna
Situé al Nord-ovest dell'isola, Mare
e Monti collega Calenzana, al Sud-Est di Calvi, a Cargèse, al Nord di
Ajaccio, in 10 giorni. Rappresentando 5 alle 6 e 30 di marcia,
ciascuna delle sue tappe è una nuova fonte di stupore: di con
il suo avanzamento tra mare e montagna, quest'escursione offre una
grande varietà di paesaggi, e permette di scoprire al suo ritmo la
fauna e la flora della regione così che i villaggi e le loro
popolazioni autentiche. Le possibilità d'alloggio sono numerose e lasciano spesso la
scelta tra hotel, filone e camping, in quadri piacevoli e distanti
dall'agitazione turistica. Quest'escursione non richiede attitudini al mercato eccezionali,
ma alcune tappe che comportano vicino di 1000 metri di irregolare, con
parti abbastanza rigide, una condizione fisica corretta è necessaria.
L'estate, è preferibile partire presto allo scopo di evitare
troppo un grande calore, tuttavia attenuata su una buona parte della
via dalla foresta o il maquis omnipresenti. In ciò che riguarda
il carico, poiché è facoltativo portare via una tenda e che la
fornitura quotidiana in prodotti alimentari ed in acqua non pone
generalmente problemi, il peso della borsa a parte posteriore può non
eccedere 10 kg. Contrariamente alla GR. 20, lo stagno e Monti può essere
percorso a poco vicino tutto l'anno, i collari superati non superando
affatto i 1000 metri d'altitudine, ma occorre sapere soltanto la
maggior parte dei filoni sono aperti soltanto d'inizio aprile a fine
ottobre. Luglio e agosto sono sicuri i mesi durante i quali è
il più partecipato, ed è imperativo riservare a questo periodo.
Sommario delle varie tappe
Sanni esporre nei dettagli
l'escursione, ecco una descrizione delle sue principali attrazioni. Lo stagno e Monti si percorre generalmente del Nord al Sud;
si comincia dunque l'escursione
a Calenzana (alt.: 275 m). I primi chilometri sono comuni
con la GR. 20, ma ci si lascia rapidamente quest'ultimo inserire nelle
terre per continuare pieno Sud verso un bello punto di vista su
Calenzana e Balagne, regione precedentemente chiamata "giardino della
Corsica" per i propri oliveti ed i propri amandiers. La via
attraversa in seguito la foresta di Sambuccu, quindi enjambe Figarella
per guadagnare Bonifatu (535 m).
Il parco naturale regionale di Corsica
Alla tappa seguente, lo stagno e Monti si
impegna nel parco naturale regionale di Corsica, che non lascerà
più. Creato nel 1972, questo parco copre più di un terzo
dell'isola (350.000 ha). Ha come obiettivi "la rivitalizzazione
dello spazio rurale, la preservazione e la valorizzazione del
patrimonio naturale e culturale, l'informazione e la
sensibilizzazione". Il suo ruolo è essenziale nella protezione
di specie minacciate, tale il muflone, l'aquila reale o il gipeto
barbuto, senza parlare della flora che conta decine di specie
endemiche. Il parco naturale regionale di Corsica è gestito da
un sindacato misto che raccoglie 145 comuni, i consigli generali ed il
Consiglio regionale corsi, Comunità il cui impegno è fondamentale
per conciliare protezione e sviluppo della loro regione. Noi ecco dunque alle porte del parco, che progredisce verso
Tuarelli. Dopo l'aumento più di su affatto dello stagno e Monti
(1200 m), situato non lontano dalla fonte di Bocca di Bonassa che
arriva al momento giusto, la via dégringole, su 1100 metri di
irregolare, fino a Tuarelli e le
sue piscine naturali. In raffronto, la tappa seguente sembra una passeggiata.
Raggiunge il mare molto vicino, a
Galéria, che prende in prestito una vecchia via di
transumanza, che attraversa il piccolo villaggio di Fangu e che
finisce in un maquis in cui non è raro incontrare maiali, capre o
mucche in libertà, cosa altrove abbastanza di comune nel maquis
corso.
La riserva naturale di Scandola
Vient in seguito la tappa che
permette di ricongiungere Girolata, una del più bella dello stagno e
Monti, che supera
il massimo di Lucciu quindi Punta
Literniccia (778 m), il cui panorama splendido sul golfo di Girolata e
Réserve naturale di Scandola ricompensa un aumento sostenuto.
Questa riserva, creata nel 1975 all'iniziativa del parco
naturale regionale di Corsica, comprende 1000 ettari marini e 1000
ettari terrestri; è iscritta al patrimonio mondiale dell'Unesco
dal 1983 e ripara, tra altri, aquilastri, falchi pellegrini e
cormorans, così che una fauna ed una flora marina ricchi ed
abbondanti.
Girolata
Situé in bordo della riserva,
Girolata è charmant un piccolo porto soltanto accessibile con il
mare, in particolare da Porto, o con la via del fattore di Partinello,
che prende in prestito un'alternativa dello stagno e Monti.
Questa offre punti superbes di vista sul golfo e raggiunge la
strada alla Bocca a Croce (collare dell'incrocio, 269 m), dove molti
villeggianti lasciano il loro veicolo allo scopo di raggiungere a
piedi la spiaggia graziosa di Tuara (1 h) e
Girolata (2
h), o semplicemente montare alla tavola d'orientamento (0 h 15)
ammirare il golfo di Girolata e Punta Scandola al Nord, ed il golfo di
Porto al sud A attraverso il maquis, l'alternativa recupera in seguito
il tragitto "normale" al collare situato in contrebas del Capo di
Curzu (852 m), prima di di ritornare su Curzu (290 m), Il giorno dopo potrà essere un giorno relativamente riposante
poiché lo stagno e Monti raggiunto Serriera (30 m) nelle 3 e 30 (sola tappa di meno di 5 h).
Del colpo, alcuni escursionisti scelgono di proseguire fino a
Ota, ma meno a di essere stretto, è più prudenti e disteso di
lasciare la tappa Serriera - Ota, lunga e ripida, per il seguito.
Inoltre, è una tappa piena d'incanto, ed i punti di vista sul
golfo di Porto all'Ovest e sui vertici dell'Est, coperti di neve a nel
mese di giugno, l'avanzamento tra le castagne ed i pini laricio della
foresta demaniale di Sabinetu, e la discesa su Ota nel burrone di Vitrone, merita che si
prenda il tempo di apprezzarli.
Le insenature di Piana
Depuis Serriera, si può allora
approfittarne per andare al mare (2,5 km) prendere un riposo ben
meritato sulla spiaggia di Bussaglia. Un'altra alternativa, che
vi consiglio, è di fare stop a all'insenatura splendida di Piana.
La strada di Porto a Piana attraversa queste concrétions
stupefacenti di porfido rosso che predominano il mare de plus oltre
300 metri. Di belle balades, in particolare sul vecchio cammino
dei mulattieri o verso la località del castello forte, permettono di
ammirare i moduli esagerati dei tafoni (fori scavati nella roccia
dall'erosione) ed il golfo di Porto, di cui il blu marina contrastando
con l'ocra rossa della Punta Scandola e della Monte Senino lascia
rêveur. A partireDa Ota, la
tappa seguente risale la notorietà gole di Spelunca, che borda il
fiume di Porto e che la attraversa due volte su ponti génois.
La roccia di Ota
En allontanandosi del villaggio, si osserva
la roccia imponente situata al vertice del Capu di Ota (1220 m), che
sembra sul punto di abbattersi sulle residenze pacifiche ma
fortunatamente preso in considerazione da moines che si trasmettono
per mantenerlo per mezzo di catene (è almeno ciò che dice la
leggenda!). Lo stagno e Monti lascia in seguito il fiume per alzarsi a a
Evisa (850 m) con una via mulattiera ricca in punti di vista sulle
gole e Capu di Orto (1294 m).
Il châtaigneraie corso
Prenant la direzione di Marignana (730 m), si attraversa
allora una parte della châtaigneraie immensa di Evisa, nella quale si
livellano i maiali "selvaggi". Il châtaigneraie meurt;
alcuni dei suoi alberi sono molte volte centenari, e solo una
parte ridotta è ancora sfruttata. Tuttavia, la castagna è
stata durante secoli la base dell'alimentazione corsa, mangiata
bollita, arrostita o utilizzata in farina. Da poco, le Corsica
gli testimoniano a nuovo qualche interesse, e se lo trova spesso dei
prodotti di cui è l'ingrediente principale nei commerci o alla carta
dei ristoranti.
Sempre nella montagna, la tappa Marignana - E scatola è
abbastanza sostenuto ma ben ombreggiata; la via scala, fra le
castagne, alla Bocca Acquaviva (1102 m), quindi scende, sotto la
copertura del maquis, a a E scatola
(605 m), piccolo villaggio inaccessibile con la strada.
Cargèse
L'escursione volge alla sua fine; attraversando il piatto
di Petracqua (650 m) e passando a prossimità degli ovili di Santa
Lucia e del villaggio di Lozzi, l'ultima tappa offre numerosi panorama
sui golfi di Chiuni, Peru e Sagone, e raggiunge la costa a Cargèse
(96 m). Prima del ritorno sul continente o la prosecuzione del
viaggio, fa bene flâner nelle viuzze di questo villaggio, in cui una
colonia greca si installò poco dopo che l'isola sia diventata
francese (1769). Il villaggio comporta altrove di una chiesa
ortodossa, che fa fronte alla chiesa latina. La Corsica era
génoise quando questa colonia immigrò, in 1676.
I giri génoises
Avicino essere stato un possesso di Pise,
la Corsica passa sotto la sovranità génoise in 1284 e lo resterà a
in 1768. sul piano architetturale, conserva di questo periodo i ponti
evocati ad opinione della tappa Ota - Marignana, ma soprattutto i giri
famosi génoises presenti sul suo litorale. Queste costruzioni
da 10 a 15 metri d'altezza sono state costruite ai 1õ e 17o secolo in
modo da prevenire eventuali attacchi: quando navi ostili erano
in vista, i soldati che occupano i giri davano l'allarme accendendo
fuochi visibili dei giri più vicini. Resta aujourd'oggi una
sessantina sull'isola; molto tra esse possono essere visitati e
quella di Porto è stata anche sistemata in museo che riguarda la
storia e la costruzione... dei giri génoises!
La Corsica, un paese dove fa bene vivere
Cette escursione accessibile
permette di scoprire al suo ritmo un angolo splendido di Corsica. Vi si incrociano numerosi escursionisti, nei filoni ed i
campings dove la facilità di utilizzo è sempre a rendete, intorno di
un buon piatto di cucina locale o a gradire una birra del paese.
Vi si incontrano ben sicuro le Corsica, a volte bourrus ma
sempre generose, che gradiscono la loro regione e desiderosi di
mantenerla, e, a attraverso loro, si scopre la forte cultura regionale
che caratterizza la Corsica. Molto da quest'esperienze multiple, si cade sotto l'incanto,
poiché in Corsica il continente non è lontano, ma l'espatrio è
garantito e procura l'incanto dei sensi. La vista subjuguée
dalle acque turchesi del suo litorale ed i colori rossastri delle sue
rocce granitiche; il odorat enivre delle esalazioni dei myrtes,
arbousiers, lentisques, cistes e genévriers di suo maquis; il
gusto è riempito dai sapori di specialità tali che lonzo (rete di
maiale), (formaggio di pecora) o liquore di castagna; l'udito è
incantato dal bordo delle cigales, l'accento locale ed il sonorités
del linguaggio corso, ancora molto parlata. Tutte queste cose, e
bene di altri ancora, partecipano dell'identità dell'isola e del
popolo corso, e lasciano di questo viaggio una memoria
indimenticabile.
Un grande grazie a Cyril per la sua partecipazione.
Li invito a venire a scoprire il seguito della mia
avventura
su Maremonti
Contatto: Cyril Reynaud
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